Fare impresa, una questione di metodo

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Con il progetto, il Cesvol Perugia collabora con la Provincia di Perugia e altri partner per la realizzazione del programma “ReStart”, rivolto alle aree del cratere, promosso dall’A.N.C.I. e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale a valere sul Fondo Politiche Giovanili.

 

Cosa ha spinto il Cesvol a proporre una iniziativa nell’area del sisma?

Con la recente Riforma – spiega Salvatore Fabrizio, direttore del Cesvol Perugia – i Centri di Servizi al Volontariato si pongono come agenzie locali di sviluppo del volontariato e degli enti del terzo settore. Questo gli consentirà, di ampliare il proprio raggio d’azione con azioni finalizzate allo sviluppo delle comunità attraverso la valorizzazione del capitale sociale presente nell’associazionismo, in questo caso giovanile.

 

Quale obiettivo si propone il Cesvol con questo progetto?

Contribuire a sostenere la continuità di fiducia dei residenti nei luoghi del sisma del 2016. Lo scopo del Cesvol è l’affiancamento ed il supporto alle persone che vogliono costruire il futuro investendo su se stessi.

 

Con quale approccio pensate di affiancare le persone che decidono di mettersi in gioco?

La nostra iniziativa è stata progettata insieme a Sandro Piacentini, un esperto di organizzazione aziendale che ha pubblicato un libro dedicato alle start-up. Con il nostro progetto intendiamo orientare le persone che intraprendano una sfida, proponendo un metodo con strumenti di approccio e di valutazione per aggiungere gli obiettivi desiderati. E per questo cedo la parola a Sandro Piacentini.

 

 

Il suo libro dedicato agli STARTUPPER propone soluzioni tecniche per dar vita ad una START-UP?

Grazie per la domanda, che mi consente di fare chiarezza. Il libro non ha lo scopo di offrire soluzioni, ma propone strumenti di approccio e spunti di riflessione per valutare e prendere decisioni sul proprio progetto.

 

Può sintetizzare il modello che propone nel libro?

Nel proporre il modello ho usato la metafora del diamante. Una pietra dura, pura e perfetta, ma il valore viene determinato dal taglio ad opera di un artista-artigiano. Allo stesso modo, lo STARTUPPER deve elaborare il suo progetto con la massima cura ed attenzione ai particolari per ottenere un risultato eccellente.

 

 

D – Come si sviluppa il modello del diamante?

Il modello si chiama BLB-DIAMOND START-UP.

Le faccette del diamante sono cinque e vengono tradotte in fasi: THINK + VISION + TEST + PLAY + ACTION.

È un processo che indica il percorso ottimale per conquistare la meta desiderata.

THINK = analizzare l’idea, autovalutarsi, dare vita ad un team di progetto

VISION = acquisire una chiara visione della meta da raggiungere

TEST = conoscere il mercato, i prodotti e le strategie della concorrenza

PLAY = il tempo è una risorsa preziosa, quindi occorre pianificare con cura l’agenda del progetto

ACTION = preparare, organizzare e gestire le presentazioni del progetto per dare vita alla START-UP.

 

Com’è strutturato il suo libro?

La prima parte riguarda l’operatività dello STARTUPPER. La seconda è il TACCUINO DI VIAGGIO.

 

A cosa serve il TACCUINO DI VIAGGIO?

Intraprendere una sfida non significa raggiungere per certo il successo, però grazie alle esperienze che lo STARTUPPER vive nello sviluppo del suo progetto può rettificare il percorso, cambiare approccio al mercato, modificare la struttura del Team. Il TACCUINO propone una guida per raccogliere dati, nominativi, fatti ed incontri, ovvero il patrimonio di conoscenze e valori da capitalizzare e spendere nel tempo.

 

Con quale spirito ha lavorato per realizzare il suo libro?

STIMOLARE la voglia di intraprendere per i giovani e per coloro che meno giovani hanno voglia di rimettersi in gioco

OFFRIRE elementi di riflessione per mettere a punto un Piano Operativo

RICORDARE le buone pratiche manageriali

RICHIAMARE l’attenzione sul patrimonio delle conoscenze che lo STARTUPPER acquisisce nel suo percorso

Le conoscenze acquisite nello sviluppo del progetto rappresentano un valore da custodire e capitalizzare nel tempo.

 

Il progetto Fare impresa è una questione di metodo © si realizza nell’ambito dell’Avviso di manifestazione di interesse per l’individuazione di associazioni giovanili interessate a collaborare con la Provincia di Perugia in qualità di partner per la presentazione di una proposta progettuale a valere sull’Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile per Città Metropolitane ed Enti di Area Vasta – “ReStart” promosso dall’A.N.C.I. e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale a valere sul Fondo Politiche Giovanili.

 

Info: cesvol@mclink.it

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