MODELLO EAS: le associazioni ritardatarie hanno tempo fino al 30 settembre

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E’ necessario effettuare l’adempimento versando contestualmente la sanzione di 258 euro.
Come noto, il godimento di tutte le agevolazioni previste dall’art. 148 per gli enti di tipo associativo è subordinato all’effettuazione di una specifica comunicazione con il modello Eas con il quale devono essere forniti all’Agenzia delle entrate dati e notizie fiscali. L’inadempimento dell’obbligo ai sensi dell’art. 148 comporta la non applicazione del regime agevolato con la conseguenza di considerare commerciali i contributi associativi anche come ricavi.

 

Il modello EAS compete a tutti gli enti associativi, ad esclusione delle organizzazioni di volontariato iscritte al registro e delle onlus.

Il modello EAS deve essere inviato, in via telematica – direttamente dal contribuente interessato tramite Fisconline o Entratel, oppure tramite intermediari abilitati a Entratel – entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti.
Il modello deve essere, inoltre, nuovamente presentato quando cambiano i dati precedentemente comunicati; la scadenza, in questo caso, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.
Infine, caso di perdita dei requisiti qualificanti (previsti dalla normativa tributaria e richiamati dall’articolo 30 del Dl n. 185/2008, il modello va ripresentato entro sessanta giorni, compilando la sezione “Perdita dei requisiti”.
Le associazioni ritardatarie possono rimediare

Le Associazioni tenute alla presentazione del modello EAS per il periodo d’imposta 2016 che non hanno trasmesso entro i termini detto modello, possono rimediare, tramite la remissione in bonis, effettuando l’adempimento entro il 30 settembre e versando, contestualmente, la sanzione di 258 euro, tramite modello F24 (codice tributo “8114”).
In tal modo possono mantenere i benefici fiscali (non commercialità delle quote sociali e dei corrispettivi da soci).

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