Obbligo defibrillatori per ASD e SSD, cosa cambia

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Il Decreto del Ministero della Salute – Il  28 giugno 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 26 giugno 2017, un Decreto del Ministero della Salute che di concerto con il Ministero dello Sport espone le linee guida in merito alla dotazione e all’utilizzo di defibrillatori semiautomatici.

Attraverso il decreto si è cercato di chiarire una serie di aspetti che precedentemente (Decreto Balduzzi) avevano determinato un susseguirsi di proroghe (20 gennaio 2016, 20 luglio 2016, 30 novembre 2016 e in ultimo 30 giugno 2017).

 

I chiarimenti contenuti nel decreto

Il decreto conferma che a doversi dotare dei Defibrillatori Automatici Esterni (DAE) sono le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le società sportive dilettantistiche (SSD), iscritte al Registro telematico del CONI.

Le ASD e le SSD hanno l’obbligo di accertarsi che l’impianto sportivo in uso sia dotato di un defibrillatore, il cui onere sarà in carico all’associazione che utilizza l’impianto, potendo comunque demandare tale onere  al gestore dell’impianto sportivo (ad esempio un ente pubblico) tramite accordo scritto.

Chiaramente il defibrillatore dovrà essere perfettamente funzionante e dovrà essere utilizzato solo da personale formato (un ulteriore obbligo per le ASD e SSD riguarda la presenza, appunto, di almeno una persona in grado di utilizzare il defibrillatore e, quindi, preventivamente formata).

L’obbligo del defibrillatore (e di una persona formata ad utilizzarlo correttamente) sussiste nel caso di:

  • gare, inserite nei calendari ufficiali delle Federazioni Sportive Nazionali
  • gare inserite nei calendari delle discipline sportive associate
  • attività sportive con modalità competitive disciplinate dagli enti di promozione sportiva
  • attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva
  • gare organizzate da altre società dilettantistiche.

Da più parti si ravvisa una scarsa ratio rispetto alla scelta (da parte del legislatore) di prevedere l’obbligo solo per le gare e non per gli allenamenti. E’ come se eventuali problemi cardiovascolari si presentassero solo in occasioni ufficiali, ovvero, appunto, le gare.

Fatto sta che se il principio al quale si sarebbe dovuto ispirare tutto l’impianto normativo relativo alla regolamentazione della presenza e dell’utilizzo dei defibrillatori esterni era quello della salvaguardia e della tutela dalla salute di chi pratica, a vario titolo, attività sportive, sembra che con questo discrimine (tra gara e allenamento) tale principio resti di fatto non soddisfatto.

Dal canto suo, l’art. 3 del Decreto è invece molto perentorio e chiaro nello stabilire che “qualora manchi il defibrillatore le gare non potranno essere svolte”.

Eppure, chiunque pratichi o abbia praticato una qualsiasi attività sportiva (dilettantistica) è perfettamente consapevole del fatto che spesso è proprio nel corso degli allenamenti che l’agonismo e la intensità dello sforzo siano uguali se non, in qualche caso, superiori a quelli esperiti nel corso di una gara ufficiale…

Detto questo, va ricordato che il Decreto indica anche quali attività sportive restano esenti dall’obbligo: l’obbligo non sussiste per le gare relative ad attività sportive che comportano un impegno cardiocircolatorio ridotto (queste attività vengono elencate nell’allegato A al decreto).

Nel decreto viene introdotto un ulteriore distinguo tra le attività svolte all’interno e quelle svolte all’esterno degli impianti sportivi. “Venendo incontro” alle caratteristiche ed alle esigenze di sport che vengono praticati necessariamente all’esterno di impianti (come la corsa campestre o il ciclismo), il decreto stabilisce che “le gare organizzate dalle ASD e SSD all’esterno di impianti sportivi vengono esentate dall’obbligo del defibrillatore”.

Come si legge, alcune questioni, oltre a suscitare qualche reazione di carattere logico, restano ancora non perfettamente chiare.

Considerata la delicatezza della materia, che determina una serie di responsabilità a carico dei gestori di associazioni sportive dilettantistiche  e società sportive dilettantistiche, si raccomanda a questi ultimi di informarsi presso il CONI o presso le varie Federazioni ed Enti di promozione sportiva cui fanno abitualmente riferimento, così da operare con maggiore serenità attraverso una corretta regolarizzazione della propria posizione “a norma di legge”.

CSV Perugia

 

ALLEGATI

DECRETO 26 GIUGNO 2017

CIRCOLARE CONI

 

 

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